Reati contro la droga - International Lawyers Associates

Reati di droga

Se tu, un familiare o un conoscente sei stato trattenuto per un crimine, possiamo aiutarti.

Il reato di droga dalle disposizioni normative proibisce la coltivazione, la produzione, la vendita, il trasferimento, la distribuzione, la consegna e l'acquisto di droghe.
L'acquisto o il possesso di stupefacenti non costituisce un reato, ma solo un reato amministrativo solo se è solo per uso personale.

Dopo l’entrata in vigore della Legge 49/2006, è considerato reato penalmente rilevante, ai sensi dell’art. 73 TU 309/1990, produrre e trafficare illecitamente quantità non modiche di sostanze stupefacenti o psicotrope. Nello specifico il disposto normativo vieta la coltivazione, produzione, vendita, cessione, distribuzione, consegna e acquisto di droga.

Sono, altresì, considerate reato tutte quelle condotte di spaccio e detenzione ai fini di spaccio, anche a titolo gratuito.

Per quanto riguarda i reati connessi alla droga, la detenzione deve essere intesa come la reale disponibilità della droga.

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, indici sintomatici della finalità di spaccio possono essere rappresentati dalla quantità, qualità e composizione della sostanza, anche in relazione alle condizioni di reddito del detentore e del suo nucleo familiare, nonché della disponibilità da parte dell’agente di attrezzature per la pesatura o di mezzi per il confezionamento delle dosi.

L’art. 73 comma 1 disciplina tutti quei casi in cui venga detenuta ai fini di spaccio quantità non modica di sostanza stupefacente, ossia quantità superiori ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della salute.

Severe sono le pene in materia di stupefacenti; colui che pone in essere le condotte volte allo spaccio di sostanze stupefacenti è punito con la pena della reclusione che va da 6 a 20 anni e con la multa da euro 26.000= ad euro 260.000=.

Fatto di lieve entità.

Il caso previsto nella sezione 5 dell'art. 73 del decreto presidenziale n. 309 del 1990, costituisce un'ipotesi autonoma del crimine ed è configurabile nell'ipotesi del cosiddetto "piccolo negozio", che è caratterizzato da una portata generale inferiore dell'attività dello spacciatore, nonché da una ridotta circolazione delle merci, Denaro e reddito. .

Detta fattispecie di reato può essere riconosciuta solo nei casi di minima offensività penale della condotta, desumibile dal dato quantitativo e qualitativo.

Tuttavia, per quanto riguarda i dati qualitativi, la Corte suprema di cassazione ritiene che «nel caso di possesso di quantità non significative di stupefacenti, la diversa tipologia della sostanza non può di per sé costituire motivo sufficiente per escludere l'ipotesi di un'entità lieve di cui all'art. 73 paragrafo 5 «. (Cass. N. 48450 del 2016; Cass. N. 14882 del 2017; Cass. N. 29132 del 2017; Cass. N. 8243 del 2018).

Le pene previste nei fatti di lieve entità sono più basse rispetto ai casi di spaccio di sostanza stupefacente di quantità non modiche; esse prevedono la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa da euro 1.032= ad euro 10.320=.

Uso personale

L’acquisto o la detenzione delle sostanze stupefacenti non costituisce reato, ma solo illecito amministrativo solo se è per uso esclusivamente personale.

Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una chiara nozione di "uso personale", tuttavia il legislatore ha fornito una serie di criteri che il giudice dovrà identificare se esiste o meno un uso personale.

  1. Detti criteri sono:
    la quantità e la qualità della sostanza stupefacente, se superiore o inferiore ai limiti fissati nelle tabelle ministeriali;
  2. le modalità in cui si presenta o in cui viene custodita la sostanza.

Consumo di gruppo

Anche il cosiddetto "consumo di gruppo" di droghe fa parte dell'uso personale.
Il consumo di gruppo, sia nell’ipotesi di acquisto congiunto che in quella di mandato all’acquisto collettivo ad uno dei consumatori, non è penalmente rilevante, ma integra l’illecito amministrativo sanzionato dall’art. 75 dello stesso DPR.

Presidenziale, a condizione che:

  1. l’acquirente sia uno degli assuntori;
  2. l’acquisto avvenga sin dall’inizio per conto degli altri componenti del gruppo;
  3. sia certa sin dall’inizio l’identità dei mandanti e la loro manifesta volontà di procurarsi la sostanza per mezzo di uno dei compartecipi, contribuendo anche finanziariamente all’acquisto.

Per poter ritenere la ricorrenza dell’illecito amministrativo è assolutamente necessario che gli acquirenti abbiano agito sulla base di un mandato ricevuto dagli altri.

L'orientamento giurisprudenziale consolidato considera che «l'acquisto e il possesso di sostanze stupefacenti destinate all'uso personale che hanno luogo dall'inizio nel nome e nell'interesse di altre persone diverse dall'agente, quando è sicuro da quando inizio la loro identità e Esprimo la tua disponibilità ad ottenere sostanze destinate al consumo. " (Cass. N. 37078 del 2007).

A questo proposito, inoltre, la Corte suprema di cassazione è dell'opinione che «per la configurabilità dell'ipotesi di ritenzione congiunta per l'uso di droghe di gruppo, sono necessarie prove rigorose che il farmaco sia stato acquistato congiuntamente, con i soldi per tutti i partecipanti al gruppo e per assegnarlo al loro consumo esclusivo «. (Cass. N. 35682 del 2007).

Nel nostro ordinamento avvalersi di un avvocato è obbligatorio; sarebbe bene, dunque, rivolgersi ad un difensore esperto in materia, che possa consigliare la strategia più adatta alla posizione dell’interessato.

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Ben fatto, buon decreto.
  • Estela Gracia Bertolotto
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Il reato di droga dalle disposizioni normative proibisce la coltivazione, la produzione, la vendita, il trasferimento, la distribuzione, la consegna e l'acquisto di droghe.

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