La Corte Internazionale di Giustizia con l'Italia - International Lawyers Associates
 

La Corte internazionale di giustizia

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La Corte Internazionale di Giustizia ( detta anche Corte Mondiale di Giustizia ) è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite e ha sede nella città olandese dell’Aia., più precisamente nel Palazzo della Pace.
Questo organo, creato dopo lo scioglimento della Corte permanente di giustizia, è stato creato nel 1945 con la Carta delle Nazioni Unite ed ha iniziato la sua attività nell'aprile del 1946. Nei primi anni di "vita" della Corte, invece, la scena ha subito grandi cambiamenti che hanno fortemente influenzato la loro attività.

In questo contesto affidarsi ad un Avvocato Penalista Italiano e Internazionale ILA può senza dubbio rivelarsi la scelta migliore.

Lo Studio Legale Avvocato Penalista Italiano e Internacional ILA è dotato di validi professionisti che si occupano specificamente del diritto nazionale ed internazionale al fine di garantire la tutela degli interessi dei propri assistiti dinanzi a qualsiasi Autorità Giudiziaria anche internazionale.

Come esplicato in precedenza la Corte Internazionale di Giustizia rappresenta un organo dell’ONU ( l’unico tra i suoi organi principali a non avere sede a New York). In generale l'ONU.

- Organizzazione delle Nazioni Unite- è un'unione di 193 Stati la cui adesione ha carattere volontario; questa è stata fondata nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale con la finalità ultima di rafforzare la pace a livello internazionale, la sicurezza e le buone relazioni tra Stati. Negli anni, poi, oltre a tali scopi si sono aggiunti altri obiettivi quali: la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, la promozione della crescita economica, sociale, culturale e della salute pubblica internazionale.

La funzione giurisdizionale internazionale della Corte ha carattere arbitrale, ovvero è un mezzo di risoluzione che si basa sulla volontà degli Stati (fondamento volontaristico) di deferire una controversia insorta tra di essi alla decisione arbitrale; questi, dunque, hanno la libertà di sottoporre al giudizio del Tribunale Internazionale l’esame della controversia, purché accettino poi come vincolante la rispettiva decisione.

Il 25 novembre del 2014 l’Italia ha depositato presso il Segretario generale dell’ONU la dichiarazione di accettazione della giurisdizione obbligatoria della Corte Internazionale di Giustizia, prevista dall’art. 36 dello Statuto della stessa Corte.

Per meglio comprendere le funzioni di questo organo è necessario distinguere tra due differenti funzioni.

- La funzione giurisdizionale in materia contenziosa riguardo all’interpretazione e l’applicazione del diritto internazionale. In merito a tale funzione l'articolo 36 dello Statuto stabilisce che: “la competenza della Corte si estende a tutte le controversie che le parti sottopongono ad essa ed a tutti i casi espressamente previsti dallo Statuto delle Nazioni Unite o dai trattati e dalle convenzioni in vigore”.

- La funzione consultiva che rappresenta il suo compito principale, ovvero quello di dirimere le controversie tra gli Stati e di esprimere giudizi, tramite il c.d. “parere consultivo”, su rilevanti questioni di diritto internazionale.

Tra le più recenti e significative decisioni della Corte rientra il caso Jadhaw (India contro Pakistan) in cui questa ha accolto la richiesta di misure provvisorie avanzata dall’India, bloccando l’esecuzione della pena di morte nei confronti di un cittadino indiano in Pakistan. Tale cittadino era stato condannato a morte ma non aveva potuto avvalersi, una volta arrestato, del diritto di avvisare il proprio console, e l’India contestava al Pakistan la violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari.

Ora, giova è precisare come la Corte Internazionale di Giustizia sia differente rispetto ad altre Corti aventi ugualmente sede nella città olandese dell’Aia. Tali Corti sono il Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Iugoslavia, istituto dal Consiglio di Sicurezza per perseguire i crimini commessi nell’ex Jugoslavia, e soprattutto la Corte Penale Internazionale.

La differenza fondamentale tra questi tre organi giudiziari sta nel fatto che, mentre la Corte Internazionale di Giustizia risolve controversie tra Stati, le altre due Corti hanno il compito di giudicare esclusi individui per accuse concernenti la commissione di crimini internazionali ( dire genocidio, crimini di guerra, e crimini contro l’umanità).

Nel caso della Corte di giustizia mondiale, dunque, non si parla di responsabilità individuale.
Ebbene, il nostro studio legale penale italiano e internazionale ha le sue radici in Italia ma anche in tutto il territorio nazionale ed internazionale.

ILA, peraltro, si occupa di aggiornare costantemente i nostri avvocati penalisti internazionali, il che ci consente di fornire ai clienti risposte adeguate a qualsiasi problema che riguardi il settore legale anche con specifico riferimento al diritto internazionale!

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Il funzionamento della Corte Internazionale di Giustizia

Per comprendere il funzionamento della ICJ è indispensabile fare riferimento al suo strumento più importante, e cioè lo Statuto. Quest’ultimo è parte integrante della Carta delle Nazioni Unite ed è costituito da 70 articoli, suddivisi in 5 “capi”.

Sulla base dei poteri conferitele dalla Carta dell’ONU, la Corte Internazionale di Giustizia ha redatto le Regole della Corte, con lo scopo di integrare e rendere più chiaro il funzionamento dell’organo. Ovviamente, nel corso degli anni, per velocizzare alcuni procedimenti, le Regole della Corte sono state sottoposte ad emendamenti.

La Corte Mondiale di Giustizia è composta da 15 giudici, i quali hanno un mandato di 9 anni, rinnovabile, e sono eletti contemporaneamente, in sedi separate, da Assemblea Generale e Consiglio di Sicurezza; tra i 15 giudici se ne annoverano sempre 5 provenienti dagli Stati Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza (nonostante ciò non sia esplicitamente stabilito da nessuna parte).

In linea generale, i membri della Corte non dovrebbero rappresentare il loro Stato di origine nel corso della permanenza all’interno dell’organo, ma anzi dovrebbero operare con estrema indipendenza. Tuttavia, quando la Corte si trova a dirimere una controversia tra Stati e le parti in causa non dispongono di un giudice della proprio nazionalità, gli Stati interessati hanno il diritto di nominare un giudice ad hoc.

La provenienza dei giudici è così abitualmente stabilità: 3 giudici dall’Africa, 2 dall’America Latina, 3 dall’Asia, 5 dall’Europa occidentale e gli “altri Stati occidentali” (Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda), e 2 dall’Europa orientale (inclusa la Russia).

I giudici nominano un presidente ( il cui ruolo attualmente è ricoperto da Abdul Qawi Ahmad Yusuf) che è l’unico a dover risiedere stabilmente presso l’Aia.

La procedura tecnica seguita dalla Corte nei contenziosi è definita dal suo Statuto ( la cui versione più recente è del dicembre 2000)

I procedimenti prevedono un fase scritta, nella quale le parti presentano le domande e scambiano comparse (comparse di risposta), e una fase orale, che si sostanzia in udienze pubbliche in cui agenti e consulenti legali si rivolgono alla Corte. Poiché la Corte utilizza due lingue ufficiali, che sono inglese e francese, qualsiasi cosa scritta o detta in una lingua è viene tradotta.

Quest'ultima e proprio una tra le tante ragioni per le quali lo studio associato International Lawyers Associates può rivelarsi utile. L' Avvocato Penalista Alexandro Maria Tirelli, coordinatore della International Lawyers Associates, oltre ad essere noto alla luce di una lunga carriera denotata da grandi successi in campo professionale internazionale, è supportato dalla conoscenza diretta della lingua spagnola, portoghese, francese ed inglese.

Una tematica così impegnativa, qual è quella legata alle questioni internazionali, richiede esperienza e serietà: meglio affidarsi ai veri professionisti.

Al termine del procedimento orale, la Corte si ritira in camera di consiglio per deliberare il dispositivo, il quale una volta letto in pubblica udienza è definitivo e senza appello. Se una delle parti interessate non ottempera la decisione, l’altra può fare ricorso al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

Solo gli Stati possono essere parti di un processo davanti alla Corte. Condizione necessaria per l'esercizio della funzione contenziosa è che vi sia una controversia e che le parti abbiano accettato la giurisdizione della Corte Mondiale a risolverla.

Pronunce della Corte Internazionale di Giustizia dal 1946 ad oggi

Dal 1946 la Corte ha deliberato 90 sentenze su questioni riguardanti: i confini terrestri e marittimi tra gli Stati, la sovranità territoriale, il non uso della forza, la non interferenza negli affari interni degli Stati, le relazioni diplomatiche, la cattura di ostaggi, il diritto di asilo, la nazionalità, la tutela dei diritti assoluti, il diritto di passaggio ed altri di natura economica.
Essa, come è noto, decide in conformità con le convenzioni in vigore, le consuetudini internazionali, i principi generali di diritto internazionale e tutte le altre fonti idonee.

Dall’anno della sua costituzione, la CIG, con ben 25 pareri consultivi, si è pronunciata su vari temi: le conseguenze legali della costruzione del muro in una parte dei territori occupati Palestinesi, l’ammissione di uno Stato a membro dell’ONU, il risarcimento per i danni subiti nel servizio dell’ONU, lo status territoriale dell'Africa del Sud Ovest e del Sahara occidentale, i giudizi resi dai tribunali amministrativi internazionali, le spese di determinate operazioni dell’ONU,i rapporti sulla condizione dei diritti umani, la legalità della minaccia o uso di armi nucleari.

In questo contesto, lo Studio Legale Avvocato Penalista Italiano e Internazionale ILApuò svolgere, tramite i suo seri e validi professionisti che si occupano specificamente del diritto nazionale ed internazionale, una fondamentale funzione di supporto e consulenza per ogni tipo di controversia.

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